Tutela del privato contro la banca - Isernia, Roma

 

Tutela del privato

DOMANDE FREQUENTI in tema di SOVRAINDEBITAMENTO SECONDO L'ATTUALE LEGGE (SALVA SUICIDI) N. 3/12 VALIDA ANCORA PER 18 MESI DALLA PUBBLICAZIONE IN GAZZETTA UFFICIALE DEL DECRETO DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DEL 10.1.19 ATTUATIVO DELLA LEGGE-DELEGA N. 155/2017.

Avvertenze: tutte le risposte di seguito formulate sono state oggetto di studio, di ricerca e di pratica applicazione in Tribunale. Chiunque dovesse avere la necessità di acquisire la fonte di diritto da cui promana la risposta potrà richiederla all'avv. V.M. Di Fiore utilizzando gli indirizzi di posta elettronica riportati nella pagina "Contatti".

Qual è (in pratica) la differenza tra sovraindebitamento e pignoramento?
Il pignoramento immobiliare prevede lo sloggio prima dell'asta con la Forza pubblica, il fabbro, il medico legale e il custode. Invece, la liquidazione da sovraindebitamento (che dura 4 anni dalla domanda) dà diritto al debitore (per giustificati motivi, ad es., presenza di minori) di rimanere nella casa (anche se pignorata) sino al totale completamento effettivo di tutte le vendite. Il pignoramento, inoltre, addossa al debitore il debito che residua dopo l'asta esecutiva. Ad es., Tizio ha un debito di € 500 mila. La casa è stata aggiudicata in asta esecutiva a € 300 mila. Il debito che residua per differenza di € 200 mila. La banca, dunque, anche dopo l'aggiudicazione della casa pignorata continuerà con altri pignoramenti finché Tizio non avrà estinto anche detta differenza. Invece, il sovraindebitamento dà luogo alla INESIGIBILITÀ del predetto debito-residuo. In pratica, dopo la corretta esecuzione dell'accordo a saldo e stralcio del debitore (partita iva non fallibile) o dopo la corretta esecuzione del piano del consumatore, la differenza di debito che residuerà sarà automaticamente e incondizionatamente non più dovuta ai creditori. Mai più. A differenza dell'accordo e del piano, ossia nel diverso caso della liquidazione da sovraindebitamento occorrerà, invece, un altro processo entro un anno dal termine di detta procedura per ottenere giudizialmente, e a talune condizioni, lo stesso risultato innanzi descritto ossia la totale inesigibilità (da parte dei creditori) del debito che residua al termine della fase di sovraindebitamento. Si chiama fresh start. In Inghilterra c'è già dal 1976. In Italia soltanto dal 2012.
Ad onor del vero, con legge n. 12 dell'11-2-19 il legislatore ha modificato l'art. 560 cpc introducendo una importante cautela:
Il debitore e i familiari che convivono con lui non perdono il possesso della casa pignorata e delle sue pertinenze sino al decreto di trasferimento.
Il debitore deve consentire in accordo col custode le visite della casa pignorata da parte dei potenziali acquirenti.
Se il predetto diritto di visita è ostacolato, oppure se vi è cattiva manutenzione della casa pignorata per dolo-colpa del debitore o dei familiari, oppure se il debitore viola gli altri obblighi di legge o, infine, se la casa pignorata non risulta abitata, il GIUDICE -sentito il debitore e il custode- ordina lo SLOGGIO DELLA CASA PIGNORATA.
Ad eccezione di detti casi, la regola introdotta dal nuovo art. 560 c.p.c. è stata decisamente modifcata nel senso che la casa pignorata (abitata dal debitore e dai familiari) non può mai essere oggetto di SLOGGIO prima del decreto di trasferimento ex art. 586 u.c. Cpc.
La casa di Tizio è già in asta. Tizio può chiedere il sovraindebitamento?
Sì, in tutti i casi (sia in caso di proposta di accordo del soggetto partita iva non fallibile, sia in caso di proposta di piano del privato-consumatore o, infine, per l'alternativa liquidazione di tutti i beni). E' opportuno un chiarimento: il debitore deve sapere che senza la Relazione Particolareggiata scritta dal Gestore della Crisi (O.c.c.), il difensore non potrà sottoporre il ricorso giudiziale alla attenzione del Magistrato del Sovraindebitamento. Se il difensore presenta il ricorso al Magistrato senza relazione dell'OCC, l'esito è dato dalla inammissibilità della domanda giudiziale. Dunque, affinché il Gestore possa tempestivamente consegnare detta relazione al difensore è necessario attivarsi TEMPESTIVAMENTE, ossia è necessario dare un incarico all'OCC e al difensore almeno 3-4 mesi prima dell'asta in caso di privato consumatore ed almeno 4-5 mesi prima dell'asta in caso di soggetto partita iva (non fallibile).
La domanda di liquidazione da sovraindebitamento sospende il pignoramento immobiliare?
Sì. Il ricorso giudiziale dà diritto al blocco protettivo ASSOLUTO contro tutti i pignoramenti-aste-sequestri (già iniziati o da iniziare) soltanto in caso di deposito giudiziale della proposta di accordo del soggetto partita iva (non fallibile) e per la proposta di liquidazione di tutti i beni. Nel diverso caso del piano del consumatore, il suddetto blocco del pignoramento è RELATIVO in quanto concesso dal Magistrato solo se il bene pignorato fa parte del piano sottoposto al vaglio del Tribunale.
Qual è il compito del Gestore della Crisi (Organismo di composizione della Crisi o O.C.C.)?
Tra i diversi compiti dell'OCC va evidenziato quello più importante che consiste nel raccogliere tutti i documenti attinenti al debito per attestare le ragioni incolpevoli dell'indebitamento. Se il Gestore collabora sin dall'inizio con il difensore tutto scorre più velocemente. Ad es., se Tizio ha l'asta tra 4 mesi ed occorre la relazione del Gestore, sarà compito dell'avvocato darsi da fare per ottenere quanto prima il blocco-asta. La legge n. 3/12, peraltro, non ha fissato un termine al Gestore per il completamento e la consegna della predetta relazione particolareggiata. Di sicuro Tizio, se intende bloccare l'asta (per la più ampia ed esaustiva procedura di sovraindebitamento) deve attivarsi subito cioè con molto anticipo rispetto all'asta esecutiva.
Se Tizio non ha immobili, ma ha solamente un pò di liquidità potrà ottenere il saldo e stralcio con dilazione delle rate in un tempo maggiore di 5 anni cioè in 10 o 12 anni?
Sì, in mancanza di alternativa liquidatoria, sono stati conclusi piani e accordi anche con dilazioni superiori ai 10 anni.
Tizio ha lo stipendio gravato da tante cessioni del quinto con delegazione, cioè il datore di lavoro paga ogni mese tutti gli importi direttamente alle finanziarie e versa in busta soltanto l'esigua somma che residua. Ebbene, se Tizio chiede il sovraindebitamento cosa accadrà?
In base allo stato di famiglia e alle persone a carico verrà calcolata la cd. soglia di povertà che sarà attribuita alla famiglia di Tizio dal Giudice del Sovraindebitamento. Ad es., Tizio ha uno stipendio di € 2000. La soglia di povertà (dati Istat) è pari a € 1600 (N.B. è solo un esempio). Ebbene, il Giudice con decreto assegnerà alla famiglia del debitore Tizio la somma mensile di € 1600 rendendo lo stipendio libero da ogni cessione e impignorabile. La differenza che residua di € 400 deve essere attribuita ogni mese alla procedura di sovraindebitamento.
I creditori, durante una delle 3 procedure di sovraindebitamento (accordo, piano o liquidazione), possono proporre opposizione dinanzi al Magistrato per motivi legati alla meritevolezza ovvero per ogni altro motivo attinente i requisiti soggettivi o oggettivi del sovraindebitamento?
Sì, ne hanno facoltà. Risulta, pertanto, evidente il ruolo essenziale e necessario di un difensore attento (cioè con esperienza nel settore) sin dall'inizio della procedura sia per conoscere a fondo tutta la posizione del debitore che per rispondere immediatamente alle eventuali opposizioni dei creditori.
È vero che il debitore che ha proposto domanda di sovraindebitamento non può più riproporre la stessa domanda per 5 anni (nel caso in cui la prima abbia avuto esito infausto con decreto del Magistrato)?
Sì, è vero, ma vi sono eccezioni alla regola. Per questo motivo la presenza del difensore esperto sin dall'inizio della procedura è di fondamentale importanza. Facciamo un esempio sul tema della essenzialità della difesa esperta in sovraindebitamento: il Gestore della Crisi (O.C.C.) ha detto che Tizio è soggetto fallibile per superamento soltanto dell'attivo indicato dalla soglia-fall. Dunque, la sua domanda è inammissibile. Il difensore esperto del debitore ha tuttavia contestato l'ingiusta conclusione dell'O.C.C. in quanto, ai sensi dell'art. 2424 c.c., il valore della casa in cui vive il debitore –ditta individuale- non deve essere sommato al valore dei beni della ditta ai fini della soglia di fallibilità. Sottraendo, infatti, il valore della casa (ex art. 2424 c.c.) si otterrà un effetto vantaggioso per il debitore: il tetto scenderà sotto la soglia di fallibilità dell'attivo prevista in 300 mila euro e, dunque, la domanda del debitore sarà pienamente ammissibile in base agli altri due requisiti al di sotto del soglia-fall. (N.B. la soglia di fallibilità attualmente è data dai seguenti importi: € 300 mila per l'attivo, € 200 mila per i ricavi e € 500 mila per debiti. E' sufficiente uno dei tre tetti per fallire). Facciamo un altro esempio sul tema della essenzialità della difesa esperta in sovraindebitamento: il Gestore della Crisi ha detto al Magistrato che la domanda di Tizio è inammissibile perché egli è socio accomandatario della SAS ed è, dunque, soggetto fallibile come tale non ammissibile al sovraindebitamento. Il difensore esperto ha, invece, il dovere di contestare immediatamente tale ingiusta affermazione dal momento che l'accomandatario non ha la qualifica di imprenditore commerciale e, dunque, non può valere nei suoi confronti la cd. soglia di fallibilità. La domanda di sovraindebitamento di Tizio è pienamente ammissibile.
Cosa succede se per motivi imputabili al debitore l'accordo a saldo e stralcio omologato dal Tribunale non è andato a buon fine?
L'accordo che "salta" per causa imputabile al debitore dà luogo alla conversione di detta proposta di accordo in liquidazione di tutti i beni.
Chi può chiedere il sovraindebitamento?
Tutti, tranne gli enti pubblici, solo se ricorrono i requisiti soggettivi e oggettivi di cui alla legge n. 3/12.
Se Tizio è socio-fideiussore della srl fallita può accedere al sovraindebitamento?
Assolutamente sì.
Se Tizio è accomandante o accomandatario della sas può accedere al sovraindebitamento?
Assolutamente sì
Se Tizio è amministratore della snc può accedere al sovraindebitamento?
Assolutamente sì.
Se il socio fideiussore in sovraindebitamento si è liberato di tutti i debiti, si dovrà automaticamente ritenere liberato anche l'altro socio garante?
Assolutamente no. Il sovraindebitamento e l'esdebitazione valgono soltanto per il debitore che ha attivato il processo civile da sovraindebitamento. La banca creditrice (ad esempio) attaccherà, dunque, tutti coloro i quali non hanno attivato la stessa procedura di SOVRAINDEBITAMENTO promossa dall'unico socio fideiussore.
Cosa si intende, in pratica, per "debitore-meritevole" nell'ambito del processo civile di sovraindebitamento (L. 3/12)?
È inammissibile la domanda del debitore se si dimostra che ha assunto debiti sapendo dapprima di non poterli onorare. Ad es., se Tizio ha preso il finanziamento dalla banca Alfa ed ha speso l'importo alla roulette del casinò, il ricorso sarà dichiarato inammissibile. Al contrario, se Tizio è stato licenziato e non ha potuto pagare le restati rate del mutuo bancario, sarà pienamente meritevole. Debbono contemporaneamente sussistere gli ulteriori requisiti di cui alla legge n. 3/12.
Se Tizio ed i suoi familiari conviventi hanno sottoscritto più finanziamenti sarà (Tizio) considerato meritevole e potrà dunque accedere al sovraindebitamento?
Sì, solo se il debitore Tizio non ha superato la soglia prudenziale di 1/3 di tutte le entrate familiari.
Se Tizio ha alienato negli ultimi 5 anni un immobile oppure ha fatto atti di trasferimento di beni negli ultimi 5 anni può accedere al sovraindebitamento?
Assolutamente no. La domanda è inammissibile.
Se Tizio ha trasferito o sta trasferendo all'estero danaro o immobili per bloccare l'azione dei creditori, cioè per evitare il pignoramento di detti beni può accedere al sovraindebitamento?
Assolutamente no. Anche se si tratta di un atto decettivo e/o di un atto in frode (benché tentato), l'esito sarà sempre dato dalla inammissibilità della domanda di sovraindebitamento.
La rinuncia all'eredità impedisce l'accesso al sovraindebitamento?
Assolutamente no.
La rinuncia all'eredità impedisce l'accesso al sovraindebitamento?
Assolutamente sì.
Tizio ha la casa ed il capannone. Può salvare la casa offrendo in sovraindebitamento soltanto il capannone?
Si, ma dipende dal valore di realizzo di questi beni, cioè occorre calcolare il prezzo effettivo di vendita ed anche il totale dei debiti. Va, dunque, fatto un esame dal legale e dal commercialista. (Capire appieno è -del resto- ancora un atto gratuito).
In caso di proposta di accordo del soggetto partita iva non fallibile o in caso di piano del consumatore, potrà Tizio dilazionare in 5 anni il mutuo ipotecario che ha contratto sulla casa?
Assolutamente sì.
Il Giudice del sovraindebitamento che si accorge che il mutuo è nullo anche solo in parte o che l'acquisto di prodotti finanziari ad alto rischio non è una abitudine tipica di Tizio (carpentiere) potrà ridurre l'ammontare dovuto alla banca?
Assolutamente sì.
Tizio ha una casa che ha un valore di realizzo di 100 mila euro. Ha anche della liquidità che proviene in parte da un amico e in parte da un parente. Dunque, qual è l'importo cash che può proporre a saldo e stralcio ai creditori nel processo civile da sovraindebitamento?
Sia in caso di accordo del debitore p.iva (non fallibile) che in caso di proposta di piano del privato-consumatore il cosiddetto saldo e stralcio non potrà mai essere di importo inferiore al predetto valore di realizzo di 100 mila euro di detta casa. In caso di contestazione, i creditori non ingoieranno (cram down) la proposta a saldo e stralcio inferiore ossia per € 90 mila. L'unica possibilità è bloccare i pignoramenti in corso con l'alternativa del processo quadriennale di liquidazione.
È vero che il processo civile di liquidazione da sovraindebitamento può durare (in casi eccezionali) anche più del lasso di tempo previsto dalla legge in 4 anni decorrenti dalla domanda giudiziale (non già dal decreto di apertura)?
Sì, solo se è stato impossibile vendere i beni oggetto di liquidazione nei predetti 4 anni dalla domanda.
Tizio non ha beni immobili. Può chiedere la liquidazione da sovraindebitamento con la provvista di conto corrente, benché assai contenuta?
Assolutamente sì.
Tizio non ha beni immobili. Può accedere al sovraindebitamento soltanto con il TFR?
Assolutamente sì.
Tizio può fare il ricorso giudiziale in caso di sovraindebitamento soltanto con l'ausilio dell'OCC?
No. La difesa tecnica di un avvocato esperto è necessaria e assolutamente indispensabile. Il processo civile di sovraindebitamento dà luogo ad un aperto conflitto con il ceto dei creditori i quali preferirebbero il diverso processo esecutivo a mezzo pignoramento immobiliare con lo sloggio e la pronta definizione in asta esecutiva in luogo della diversa apertura della fase quadriennale di liquidazione con il debitore che, peraltro, resta all'interno della casa oggetto di detta procedura.

Chiunque avesse altri quesiti da formulare potrà utilizzare i recapiti nella pagina "Contatti" prospettando la questione direttamente all'avv. VM Di Fiore.